L’Eremo di San Francesco a Montecasale è un edificio sacro, posto a 700 metri di altezza, e si trova entro il territorio comunale di Sansepolcro. La tradizione narra di un’originaria fondazione per mano di San Francesco, nell’anno 1213. L’Eremo è un luogo rappresentativo della spiritualità francescana per essere stato dimora del  Santo di Assisi. Tra il Duecento e il Trecento si sviluppa, attorno all’immagine della Madonna in Trono col Bambino, scultura lignea policroma del XIII secolo, un culto mariano. Agli inizi del 1500, si insediano nell’Eremo, e ancora oggi vi risiedono, i Frati Minori Cappuccini. Piccoli edifici funzionali alla vita monastica, si uniscono attorno ad un chiostro centrale, sorretto da grossi pilastri in pietra architravati. Il complesso conserva l’originario impianto dei più antichi conventi francescani. Un chiaro esempio di architettura povera, fatta con materiali provenienti dal luogo, ispirata alla semplicità della vita dei religiosi e in particolare alla vita dei francescani.

L’Eremo di Cerbaiolo

Si tratta di un antico cenobio benedettino, donato successivamente a San Francesco e dove si insediarono i frati francescani. Distrutto durante la seconda guerra mondiale fu successivamente ricostruito nella forma odierna. L’Eremo è oggi custodito da un asceta che permette l’accesso alla struttura, purché venga effettuata con la massima discrezione, spiritualità e silenzio. L’eremo di Cerbaiolo è situato in una zona ricca di anfratti naturali e di sorgenti, non lontano dal torrente Sinigiola e posto a strapiombo sulla costa del monte, è l’eremo medievale edificato a maggiore altitudine (m. 861 s.l.m.) fra quelli che si affacciano sul versante tiberino.

L’Eremo della Casella

Non facilissimo da raggiungere, si trova a 1300 metri di altezza sulla cima di un monte. Si tratta di un luogo “minimo”: un vasto prato erboso sulla cima della montagna, una grande croce di legno e la piccola e modesta chiesa con il romitorio. Lo sguardo spazia dal Casentino alla Valtiberina, dalla Romagna all’Umbria. Intorno solo il silenzio della foresta. La tradizione narra che San Francesco, dopo aver ricevuto le Stimmate, lasciò la Verna per raggiungere Assisi il 30 Settembre 1224. La piccola chiesa è sempre sopravvissuta alle vicende della storia e vari eremiti si avvicendano alla Casella ma, agli inizi degli anni Ottanta del Novecento, il complesso era in rovina. Le popolazioni dei tre comuni di Caprese, Chiusi e Chitignano, che proprio nella zona della Casella vedono incontrarsi i loro territori, devotissime al Santo, si adoperarono nuovamente per restituire alla chiesa ed al romitorio il giusto decoro, adattando quest’ultimo a rifugio per i pellegrini. Tutti hanno diritto di entrarvi, di accendere il fuoco, di mangiarvi e di dormirvi. Nessuno può prendere possesso del luogo ma deve fare posto a chi vi voglia entrare, in puro spirito evangelico e francescano.

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