Pieve di Santa Maria a Corsano

In località San Leo di Anghiari, attira lo sguardo l’antica chiesa romanica di Santa Maria a Corsano. Si tratta di un edificio del XII secolo probabilmente edificato dai Camaldolesi sui ruderi di un antico tempietto pagano.
Sicuramente interessante è la costruzione data la soluzione architettonica della torre campanaria posta sulla facciata, alla cui base si apre il portale d’ingresso. L’interno è ad aula unica con tre cappelle che formano una croce latina ed è rinnovato nel XV secolo con decorazioni in pietra negli archi e nei pilastri. L’altare maggiore seicentesco racchiude un interessante affresco trecentesco di scuola aretina raffigurante la Madonna del Latte. All’interno è conservato anche un affresco rinascimentale ex-voto, di modesta fattura. Nel 1866 lo Stato Italiano confiscò la chiesa che fu quindi venduta a privati ed adibita a magazzino agricolo. Dichiarata nel 1917 monumento nazionale, fu restaurata dalla Soprintendenza e riaperta al pubblico nel 1954.

Pieve di Santa Maria a Micciano

A pochi chilometri da Anghiari, lungo la strada che conduce a Caprese Michelangelo, si scorge a sinistra, in posizione sopraelevata la suggestiva Pieve di Santa Maria a Micciano. La pieve, documentata fin dal 1080, fu in origine sotto il giuspatronato dei conti di Galbino. La Chiesa fu donata all’eremo di Camaldoli nel 1104 ma questo atto suscitò l’aperta ostilità dei vescovi aretini che scomunicarono così i rettori della pieve per la fedeltà agli abati camaldolesi. Nei secoli XIII e XVII la chiesa fu oggetto di alcuni rifacimenti e così nel 1880 subì una trasformazione che ridusse ad un’unica navata le tre originarie e inserì il transetto sporgente. Circondata da campi ed introdotta da un filare di cipressi, un complesso di costruzioni di epoche diverse inglobano la chiesa.

Pieve di Santa Maria alla Sovara

Ai piedi del versante occidentale della collina di Anghiari, si scorge la Pieve di Santa Maria alla Sovara. I primi atti che ne documentano l’esistenza risalgono al Mille, ma si crede che la Pieve abbia origini ancora più antiche, databili intorno all’VIII-IX sec. La sua impostazione era quasi senza dubbi con pianta a croce latina, presbiterio ed un’unica navata terminante in tre absidi. Legata ai Camaldolesi subì nel XVI secolo alcune modifiche che condussero la chiesa all’aspetto attuale; l’interno è diviso in tre navate con archi a tutto sesto che poggiano su colonne in pietra con eleganti capitelli compositi. Di grande interesse sono inoltre i frammenti scultorei alto medievali fissati alla parete, unici superstiti dell’antica decorazione della pieve preromanica.

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