Il modo migliore per assaporare “la Piccola Valle di Dio” è quello di camminare, senza fretta, lungo i numerosi sentieri e strade che la percorrono, inoltrandosi tra i boschi. Nella terra che ha dato i natali all’illustre artista Michelangelo Buonarroti, muniti di una carta dei sentieri, si possono compiere numerose escursioni e semplici passeggiate tra i boschi. Pur nella sua varietà di scenari, il territorio di Caprese non è molto grande (66 kmq) e pertanto, quasi tutti gli itinerari possono essere percorsi in mezza giornata o anche poche ore.

Alcune idee:

 

Alpe della Faggeta – Prati della Regina ed Eremo della Casella – Caprese Michelangelo 

E’ il più lungo di tutti anche se, per il tratto dai Prati alla Casella, non vi sono dislivelli significativi dato che l’intero percorso si sviluppa lungo il crinale della catena montuosa, tra le faggete, con viste mozzafiato verso la Valtiberina, da una lato, e il Casentino, dall’altro. Volendo ci si può fermare ai Prati della Regina: sono una lunga e riposante fascia erbosa che percorre tutta la cima dell’Alpe della Faggeta. Il punto più alto si chiama Monte Castello, forse perché, nonostante l’altezza (1415 metri) vi era appunto un’antica fortificazione (se non un vero e proprio villaggio fortificato).

Croce Coperta e la Balza di San Francesco – Caprese Michelangelo 

Questo itinerario è impegnativo ma percorribile in tre-quattro ore. Si sviluppa sul crinale della collina boscosa che costeggia, ad est, il Singerna, da Gregnano fino alla Frasca Verde. La cima della lunga collina si chiama Croce Coperta perché vi sarebbe sorto, in mezzo alla foresta, un eremo.
Continuando invece lungo il crinale della collina, non senza difficoltà, si giunge alla Balza di San Francesco.
Il sentiero, scendendo, termina poi in prossimità dell’antica abbazia di Tifi, risalente al Medioevo, che domina il paesaggio circondata dagli ulivi.

La via della Celle – Caprese Michelangelo

E’ un percorso breve e facilissimo (tre ore scarse) che, attraversando i castagneti, porta dalla Lama fino a Trecciano, lungo la via per l’Alpe della Faggeta. Seguendo la strada aumenta la quota e ai cerri si sostituiscono i boschi di castagni. Per molteplici fattori, tra cui il cambiamento climatico, la quota in cui crescono i castagni aumenta sempre di più: si dice che una volta questi arrivassero fino ai 500 metri. Durante il percorso si incontrano numerosi e limpidissimi ruscelli, mentre il panorama si apre sempre di più: spicca, abbarbicato su una collina di fronte, il paese di Valboncione, con le sue antiche case di pietra disposte a cascata.

Gli antichi seccatoi

Tra i castagneti sono numerosi gli antichi seccatoi nei quali una volta si seccavano le castagne per poi ricavarne farina. Risalgono al Medioevo e, quelli che non sono in rovina, vengono utilizzati durante la castagnatura come riparo o come rimessa per gli attrezzi.

La via delle Terre Gialle – Caprese Michelangelo

E’ un percorso che si sviluppa su strada sterrata, in mezzo al bosco, per il quale occorrono tre ore di cammino e che collega Trecciano con il santuario della Selva. L’itinerario parte da Trecciano, posto sostanzialmente lungo la via che collega Caprese con l’Alpe della Faggetta. Il paesaggio è apertissimo: lo sguardo spazia dalla Romagna, con il Monte Fumaiolo, fino al lago di Montedoglio. Di fronte, al di là del corso del Singerna, si ha una prima linea di colline con, nell’ordine, il colle della scomparsa abbazia di Dicciano, Poggio Rosso e Fungaia. Oltre a queste, separata dalla valle del Tevere, l’imponente mole dell’Alpe della Luna.

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