La vegetazione che caratterizza la Riserva Naturale dei Monti Rognosi è senza dubbio l’aspetto più peculiare e particolare di questa zona. I rilievi sono composti principalmente da serpentine, gabbro e basalto che, essendo rocce compatte e ricche di metalli, danno origine a terreni pietrosi e poveri di suolo che tendono a riscaldarsi velocemente a causa del colore scuro, offrendo ben poca ospitalità alle piante. Nonostante queste difficili condizioni però alcune specie di piante e di fiori sono riuscite ad adattarsi alla situazione, trovando nell’ambiente che le circonda il loro habitat naturale. Tra le piante più diffuse c’è il ginepro, facilmente riconoscibile per i suoi pungenti aghi verdi e le sue bacche blu o rosse molto apprezzate in cucina, presente alcuni rari esemplari secolari. Oppure l’erica, con i suoi minuscoli fiori verdastri, che si usa per fare le scope e i tetti delle capanne. Si può incontrare l’elicriso, una piccola pianta con le foglie grigie e i fiori gialli che ha un inconfondibile odore che ricorda la liquirizia, oppure lalisso di Bertoloni, con i suoi piccoli fiori gialli, che ama nutrirsi di nichel, un elemento chimico molto presente in queste rocce. La dafne odorosa, ha nei Monti Rognosi l’unica stazione toscana conosciuta. La specie più presente è il pino, che l’uomo ha piantato nel secolo scorso con una imponente attività di rimboschimento. Ci sono due specie di pino: il pino marittimo, con la corteccia rossastra piena di fessure, che produce uno “strobilo”, vale a dire la pigna, di forma conica, e il pino nero con la corteccia grigiastra a placche e lo strobilo ovale. Ai margini degli affioramenti di ofioliti, dove il terreno è più ricco di suolo, e lungo i corsi d’acqua, soprattutto il Sovara e il Cerfone, la vegetazione si arricchisce e diventa più tradizionale con abbondanza di querciapiopposalice  e carpino nero.
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