Il merletto arriva a Sansepolcro grazie alle sorelle Adele e Ginna Marcelli creatrici di un tipo di merletto a fuselli, localmente chiamato “trina a spilli”.  Appresero questa tecnica da Analia Gelli che a sua volta l’aveva appreso da una religiosa di origine fiamminga detenuta in un carcere femminile. Una volta padroneggiata la tecnica, cominciarono a studiare i vari pizzi italiani e quelli delle Fiandre, smontandoli per ricostruirne i vari passaggi.  

La storia 

Nel 1900 fu fondata una scuola dove veniva insegnato alle giovani, e presto si aggiunsero migliaia di donne che lavoravano nelle loro abitazioni. I disegni dei lavori erano affidati al marito di Ginna, Domenico Petri, di cui rimangono due cataloghi di schizzi e numerose veline. La lavorazione ebbe ben presto successo e fu conosciuta ed apprezzata in tutta Europa e in America. A seguito della precoce morte di Adele, nel 1912, Ginna portò avanti con il marito la sua attività. Oltre a formare eccellenti operatrici originò preparate maestre che fondarono a loro volta altre scuole in città e nei dintorni. Nel 1955 presso l’Istituto Statale d’Arte di Sansepolcro fu fondata la sezione di merletto a fuselli e Ginna Marcelli fu chiamata per iniziare l’insegnamento. Dopo pochi anni, però, la sezione di merletto fu sostituita con quella di tessitura. Ginna Marcelli morì nel 1977, a 95 anni.

Il merletto a Sansepolcro

Nel 1983 il Centro Culturale di Sansepolcro organizzò la prima mostra di merletto a fuselli, il cui successo risvegliò nella cittadinanza l’interesse per un’arte quasi dimenticata. L’anno dopo fu organizzata la seconda mostra di merletto, che da allora proseguì con ritmo biennale, accogliendo i merletti italiani, dell’intera Europa e anche degli altri continenti. Nel 1994 l’Istituto d’Arte di Sansepolcro, ha iniziato uno studio sulla moda contemporanea realizzata con il recupero di tessuti pierfrancescani ed inserti di merletti rielaborati dagli originali conservati nel suo archivio storico. Nel 1996 nasce l’Associazione il Merletto nella città di Piero, con l’obiettivo di rivalutare e diffondere il merletto a fuselli con corsi di merletto e di ricamo. Nello stesso anno, il comune di Sansepolcro ha allestito uno spazio dedicato, dove in mostra permanente, si conservano testimonianze di trine e documenti autentici della Premiata Scuola.

CURIOSITÀ

Sono molti gli strumenti del mestiere che servono alle merlettaie per realizzare il proprio capolavoro. Si ricorda il ferrettino, ovvero l’uncinetto, seguito dal portaspilli, filo di lino, fuselli, punteruolo, spilli e il tombolo. Il tombolo è un cuscino piatto e rotondo che bisogna sistemare su un treppiede. Una volta sistemato l’appoggio, si è liberi di muoverlo in base alle esigenze del disegno. Ogni pezzo creato con l’arte del merletto è unico nel suo genere. L’ispirazione per i disegni ed i motivi viene principalmente dalla natura: mondo animale e vegetale. Alcuni motivi sono: la trina a margherita, a granchi, a ciocche, a fiore e a bachini.

Anghiari

Associazione “Il tombolo di Anghiari”
La tecnica della trina a spilli, o tombolo, ad Anghiari vanta importanti tradizioni. Essa era una fonte abbastanza importante per la famiglia e richiedeva molte ore di impegno continuativo. Il tombolo si esegue con l’apposito attrezzo con il cuscino spianato, volgarmente detto pagnotta, e si esegue tenendo i fuselli appoggiati al cuscino. Dagli anni Cinquanta in poi, con l’industrializzazione, questa lavorazione andò quasi scomparendo. Da una decina di anni si è cercato di ripristinare questa particolare lavorazione con l’organizzazione di corsi annuali. L’Associazione è sempre presente alla Mostra dell’artigianato che si tiene ad Anghiari ogni anno tra Aprile e Maggio.

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