La grandezza di Piero della Francesca è stata decretata dalla sua immensa bravura e tecnica, accompagnata dalla perfezione estetica e matematica dei corpi, inseriti all’interno di paesaggi facilmente riconducibili a luoghi familiari all’artista e a noi.
Un elemento importante e spesso presente è il Tevere, fiume che scorre in tutta la Valtiberina: lo ritroviamo nel ciclo di affreschi di Arezzo, La leggenda della Vera Croce, dove è elemento di divisione fra i due eserciti nella Battaglia di Costantino e Massenzio. 
Le colline rivestite di lecci che fanno da sfondo alla scena della Regina di Saba, nello stesso ciclo pittorico, sembrerebbero essere quelle tra la Val Cerfone e la Val Padonchia a Monterchi, borgo natale della madre noto per la Madonna del Parto.
Nel Battesimo di Cristo, conservato oggi a Londra, il Tevere assume un ruolo fondamentale: la scena si svolge proprio dentro lo stesso fiume. In lontananza nelle colline che fanno da cornice all’opera, si scorge una piccola veduta della cittadina di Sansepolcro, borgo natale dell’artista. Altre vedute della Valtiberina e di Sansepolcro si notano nelle due tavole che rappresentano il San Gerolamo, (Berlino e Venezia).
Nell’affresco da poco designato come ‘il più bello al mondo’, la Resurrezione custodita al Museo Civico di Sansepolcro, il paesaggio è evidente: l’osservatore è rapito da un forte senso di calma ed armonia, di fronte ad una visione dall’alto delle colline del borgo di Anghiari.
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