San Giovanni Evangelista

Il Duomo, fu eretto in forme romanico-gotiche nella prima metà del Trecento in sostituzione della primitiva abbazia benedettina-camaldolese della fine del X secolo. Nel 1520, dopo che papa Leone X fece di Sansepolcro una sede vescovile, l’abbazia diventò Cattedrale e fu dedicata a San Giovanni Evangelista, patrono della città. Tra il 1934 e 1943, vengono effettuati radicali lavori di restauro che ridiedero alla Cattedrale l’originale stile che ancora oggi possiamo ammirare. Furono distrutti quasi tutti gli elementi barocchi e le epigrafi ,in questo modo fu possibile recuperare l’originaria architettura romanico-gotica ed anche alcuni affreschi. Sempre in quel periodo venne realizzata la Cappella del Ss. Sacramento, nella quale fu collocato il Volto Santo, già posto sull’altare maggiore.

Il Duomo oggi

Sulla maestosa facciata si aprono tre portali: quello centrale presenta strombatura di tipo lombardo ed è sormontato da un sontuoso rosone, i due laterali da monofore. Le caratteristiche gotiche della facciata si fondono con armonia con gli elementi romanici del tetto a capanna, e degli archi a tutto sesto. Particolare attenzione merita il portale centrale, realizzato da maestranze locali nei primi anni del Cinquecento.
Possenti colonne suddividono l’interno in tre navate: la centrale, ampia e con soffitto a capriate lignee, le due minori laterali, con soffitto a volte.

Le opere più importanti

Il Duomo conserva al suo interno opere di altissimo pregio tra cui:
Il Volto Santo, crocifisso ligneo policromo di epoca carolingia, ancora oggi molto venerato; l’opera ha molte somiglianze stilistiche con il Volto Santo di Lucca e risulta essere tra i più antichi al mondo; all’ingresso della Cappella del Volto Santo è collocata la Madonna della Sollecitudine una scultura policroma in pietra degli inizia del ‘400.
l’Ascensione di Cristo, di Pietro Vannucci detto il Perugino, custodita sulla navata di sinistra.
La Resurrezione di Cristo (1524), di Raffaellino dal Colle;
Il polittico della Resurrezione (XIV sec), di Niccolò di Segna, posto sull’altare maggiore;
Varie sculture di terracotta invetriata di scuola robbiana.

Altre opere

Il Duomo ospita al suo interno una serie di opere d’arte a testimoni di una fede che negli anni si è espressa attraverso le opere di grandi artisti.
A partire dalla navata laterale destra, si può ammirare un affresco di scuola romagnola raffigurante la Madonna in trono con il Bambino (1385); sul primo altare è collocata, l’Incredulità di San Tommaso, del pittore manierista Santi di Tito (1536-1603); segue l’affresco della Crocefissione di Cristo di Bartolomeo della Gatta (Pietro Dei, 1448-1502), artista fortemente influenzato dalla pittura di Piero della Francesca; sul secondo altare è collocata l’Adorazione dei pastori di Durante Alberti (1536-1623). L’altare prende suggestivamente luce da una piccola cupola decorata in stucco, con al centro la Gloria di Cristo ed ai lati, Maria e Papa Leone Magno. Al centro, la Madonna della Misericordia, di Raffaello Scaminossi (1529 – ?).

La cappella di San Leonardo

Da una porta laterale sulla navata di destra è possibile accedere al chiostro interno decorato con un ciclo di affreschi e alla Cappella di San Leonardo (o del Monacato) dove, secondo i suoi atti testamentari, sarebbe sepolto Piero della Francesca. Questa cappella, secondo la tradizione, sarebbe quella in principio costruita da Arcano ed Egidio di ritorno dalla Terra Santa e considerati padri fondatori della città.

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