(Sulla Madonna in attesa del Parto)

Impressione d’essere arrivati un minuto dopo. C’è qualcosa… come d’una sorpresa riservataci dagli Angeli…

Sensazione di un movimento appena concluso, parte di una rotazione, che disvela sul palcoscenico del tempo un Evento, annunciato ab origine, ma partorito in un pur sempre misterioso punto di incrocio tra Dio e l’uomo.

La Madonna in attesa del Parto ci guarda e ci supera col Suo sguardo, immobile ed insieme fremente della consapevolezza del proprio divenire.

Ci pare di veder trascorrere Natività , Battesimo di Cristo, Storie della Vera Croce, Resurrezione di Cristo di Piero dei Franceschi… Momenti, tutti convocati e riassunti dinanzi a questa Vergine che sta per generare Dio.

Spazio per il tempo, per il significato da restituire al tempo. Padiglione per tutta la vicenda umana: preistoria-protostoria, storia passata, futuro, ricapitolazione.

Vengono a mente le parole di Giorgio de Santillana in  FATO ANTICO E FATO MODERNO (Adelphi Piccola Biblioteca 180, 1993, pagg. 170-171):

Noialtri, da Descartes in poi, pensiamo in termini di spazio semplice, che si può dominare, dove si inscrive la nostra azione. L’uomo arcaico pensava in termini di tempo, cui tutto è sottomesso. E in verità, ciò che si persiste a considerare come delle ‘distanze’ nel suo sistema, sono delle misure angolari soggette al tempo.

L’ordine spaziale quale noi lo intendiamo non conta, se non sotto specie di entità già modulate: intervalli sulla corda vibrante, sfere, triangoli, quadrati magici, poliedri.

Ancora per Platone, lo spazio puro, quello che noi chiameremmo lo spazio isotropo newtoniano, resta ciò che v’è di più simile al non essere. Parmenide stesso non sapeva fare un essere al suo Essere se non assegnandogli un limite in forma di sfera. ‘Il Sovrano’ si diceva in Cina ‘regna sullo spazio perché è il padrone del tempo’.

È così che l’umanità ha pensato, per tanti secoli quanti ci separano dalla Grande Piramide. Pensiero totalizzante, se possiamo servirci del termine creato da Lévi-Strauss.

L’Ordine del Tempo, che era il vero ordine del Cosmo, portava con sé la sorte della vita e delle anime. Non provvedeva soltanto una scienza, ma un’escatologia alle generazioni innumerevoli del lontano passato.

Se noi tentiamo ora di ritrovarlo è anche perché vorremmo che civiltà ormai dimenticate, sepolte, riprendessero le loro sembianze, vorremmo che continenti interi, che erano stati classificati come privi di storia, e che ora si ripresentano sulla scena del mondo, armati di nuove rivendicazioni, riprendessero il ruolo che spetta loro nel passato della nostra razza.

Noi ci siamo detti, come Cocteau:’ Poiché questi misteri sono più grandi di noi, proviamo a organizzarli.

Ed ecco che dinanzi ai nostri occhi emergono e si configurano geometrie sottese a garantire la Bellezza della Madre di Dio. Un aprirsi della mente, della ragione e dei suoi ‘occhi’ ai lati del dodecaedro e alla continuità del cerchio, alle proporzioni poste a servizio della fattura dell’uomo e alla Sapienza che per lui ha operato alla creazione del mondo.

Di questo è capace la Madonna in attesa del Parto, che Piero poté dipingere dopo aver accolto le geometrie di Dio.

 

Oliviero Appolloni

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