Le terracotte robbiane costituiscono la prova tangibile degli stretti rapporti politici, culturali e commerciali che dalla fine del ‘400 e nel corso della prima metà del ‘500 legavano Badia Tedalda a Firenze, con forte influenza del Rinascimento fiorentino; rapporti instauratisi ma soprattutto rafforzatisi grazie alla personalità dell’Abate Leonardo Buonafede, il quale ricevette l’Abbazia di San Michele Arcangelo in commenda da Papa Leone X nel 1512. Personalità di spicco negli ambienti religiosi e culturali, il Buonafede accrebbe il patrimonio artistico in ogni istituzione da lui diretta e, dunque, fece immediatamente restaurare la chiesa di Badia Tedalda dotandola anche di preziosi arredi sacri, quali le robbiane (commissionate a Benedetto e Santi Buglioni, ultimi depositari dell’invenzione di Luca Della Robbia).

La Madonna in trono con bambino e quattro santi è una terracotta policroma invetriata risalente al 1517 e si trova custodita nell’Abbazia di San Michele Arcangelo. L’opera racchiude la scena della Madonna in trono col Bambino fra i Santi Leonardo, Michele Arcangelo, Girolamo e Benedetto. Alle estremità della predella sono raffigurati gli stemmi di Leonardo Buonafede committente della pala: d’oro alla montagnola sormontata da un toro rampante; sopra lo scudo vi è la mitra vescovile. La pala si presenta nella tradizionale cromia robbiana: l’invetriatura bianca di tutti i personaggi è associata a quella azzurra e verde degli sfondi paesaggistici e a quella gialla di alcune rifiniture.

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